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In questi tempi, in cui TV e social network ci bombardano di consigli, suggerimenti e dogmi sullo stile, volevo dire anch’io la mia. No dai Enzo, non fare quella faccia!…

Premetto che non mi definirei propriamente un conservatore, anzi apprezzo molto le proposte un po’ insolite e provocatorie che la moda spesso ci propone, a patto che non siano eccessivamente fuori dalle righe! Abiti color Domopack e cappelli fallici stanno bene in vetrina, come opere d’arte moderna, o nel guardaroba di Lady Gaga!

Dobbiamo ammettere, però, che la moda, oltre ad essere ciclica, è sempre stata fautrice di cambiamenti: basti solo pensare all’apporto che ha dato alla lotta femminista degli anni ’70, fornendo gli strumenti di liberazione dal maschio (mini-gonne che scoprivano, tacchi sensuali che permettevano di essere più alte, etc.).

In un certo senso, volevo proporre anch’io la mia battaglia contro tutti i dettami della moda maschile, che ha rinchiuso la fantasia del maschio in quei quattro capi tinta unita. Magari sarò un po’ troppo progressista, ma gradirei vedere sdoganato il bermuda, il piede nudo nel sandalo, la camicia chiusa dal secondo bottone e non solo nelle torride domeniche d’Agosto…Perché un uomo dovrebbe sembrare meno virile o meno serio o poco realizzato senza la sua cravatta? Perché dev’essere l’abito a fare l’uomo? Badate bene, che non parlo di quelle situazioni in cui l’etichetta è d’obbligo, ma della quotidianità!

Ahimè, l’uomo è rimasto vittima degli stessi schemi con cui, per millenni, ha soggiogato l’universo femminile: le cravatte non sono poi tanto diverse dagli stretti bustini che comprimevano il torace femminile, la predilezione per i colori scuri, ricorda molto il burka utilizzato per “nascondere” le donne islamiche.
Allora non posso che dire a tutti i maschi di svegliarsi e abbandonare i dettami che ci hanno limitato per millenni! Infatti, solo così  potremo sentirci veramente liberi , ma sopratutto, solo così  potremo essere uguali alle donne!

[Zucchero]

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